Pubblicato da: Daniele | ottobre 15, 2008

La Libia, una terra ricca di storia.

La Libia presenta interessanti aspetti naturali, dai paesaggi tipici del Sahara all’altopiano del Fezzan, dai rilievi dell’ Amsach Mellet e del Tadrart Acacus alle dune dell’Awbari, fino ai suggestivi laghi di Gabron e Mandara incorniciati fra le distese di sabbia color ocra. Un’intera giornata va dedicata alla visita di Tripoli con l’antica Medina con gli edifici storici e le moschee, il museo che ospita una collezione di oggetti dalla preistoria sino ai tempi più recenti. Da Tripoli si parte per raggiungere il grandioso complesso archeologico di Leptis Magna, di antica origine punica. La città venne in seguito conquistata dai Romani, invasa dai Vandali e quindi passò sotto il dominio arabo. Furono gli italiani negli anni Venti a riportare alla luce una serie di monumenti di grande interesse, come l’arco di Settimio Severo, le terme di Adriano, il foro Severiano, il mercato, il bellissimo teatro, resti di ville, mausolei e case. Seguendo la strada lungo il golfo della Sirte si arriva a Bengasi, attualmente seconda città della Libia. Bengasi è il punto di partenza per visitare la Cirenaica, seguendo un itinerario che si muove verso est, toccando Tolemaide e il suo complesso archeologico ellenistico, El Beida e Cirene la più vasta area archeologica della Cirenaica. Da non perdere una sosta presso la chiesa bizantina di Gaser Libya con i mosaici del VI secolo. In riva al mare e in parte sommerse, si trovano le suggestive rovine di Apollonia. Percorrendo la strada costiera da Apollonia si giunge a Derna, caratteristica per la sua moschea con le 42 cupole. Si può inoltre effettuare una sosta al sito archeologico di Tocra, l’antica Teuchide che dista solo 70 chilometri da Bengasi. Un’altra tappa archeologica che presenta aspetti particolarmente interessanti, riguarda Sabratha con le rovine dell’antica città romana: un imponente teatro, il foro, il mercato e numerosi templi. Sempre da Tripoli prende avvio un altro itinerario verso il sud attraverso la regione del Jebel Nafusa sostando nella cittadina di Nalut con un centro di abitazioni berbere. Si prosegue fra le desolate distese dell’Hamadet en Nasia per raggiungere l’oasi di Ghadames, un gioiello del deserto fra palmeti e alberi, che dista circa 650 chilometri dalla capitale. Una intera giornata va dedicata alla visita della città vecchia con il museo e il giro panoramico dei dintorni. Ghadames mantiene ancora intatto il suo fascino fra le case in mattone e fango, i vicoli e i giardini. Lasciata Ghadames si prende la direzione nord facendo una breve sosta a Kabaw per una visita della vecchia cittadella con il granaio berbero. Si riparte quindi per Yefren nelle cui vicinanze si può vedere la monumentale tomba romana di Safit e le rovine di Gas Bin Niran. Le ricchezze archeologiche della Libia sono conservate in vari altri luoghi che rappresentano diverse epoche storiche e le rispettive civiltà che abitarono questa terra. Per quanto riguarda l’arte rupestre del Sahara, importanti ritrovamenti sono stati fatti a Wadi Mathendus. Si tratta di scene di caccia, di vita familiare e di riti religiosi, che risalgono al 6000 a.C. Altre importanti testimonianze del passato, sono rappresentate dalle civiltà dell’antica Garama (capitale del regno dei Garamanti) e dalle rovine islamiche di Slunta e Zwela. Per chi ama l’avventura ci si può spingere con dei fuoristrada nel deserto di Fezzan fino alle dune dell’Idhan Murzuk, allestendo di volta in volta un campo. L’itinerario alternativo a quello archeologico, propone un interessante circuito nel Sahara, partendo da Ghadames, proseguendo attraverso la piana occidentale dell’Hamadat al Hamrah, nella vasta area di dune propaggini dell’Erg Awbari. Quindi si costeggia Idinen, la cosiddetta “Montagna degli Spiriti” e si effettua una sosta a Ghat, cittadina capoluogo della locale popolazione Tuaregh. Si prosegue per il massiccio del Tadrart Acacus, una vera e propria opera scultorea dovuta al tempo e agli effetti dell’acqua e del vento, che hanno scavato cavità e spazi, usati per secoli dall’uomo. Gli artisti preistorici hanno rappresentato in questo luogo scene di vita, di caccia e motivi allegorici di notevole bellezza. Dal colle di Takarkouri si accede al maestoso Uadi Techuinet con raffinati dipinti rupestri. Si entra quindi nella magnifica regione dell’Adrar Aouis con le sue bizzarre formazioni rocciose. Si risale fino ad Al Awaynat dove si riprende la strada asfaltata per Djerma, antica città di Garama e capitale del regno dei Garamanti, la popolazione berbera che percorreva il deserto con i suoi carri. Si visitano le rovine dll’antico centro. Da Djerma ci si addentra fra le dune dell’Awbari, fino a quando le dune non si aprono sulla vista dei laghi Gabraon e Mandara. Lasciati alle spalle i suggestivi miraggi del deserto, si arriva alla cittadina di Brak e, lasciati i fuoristrada, si prosegue su percorsi asfaltati fino a Gariyat. Oltre a Ghadames, il Sahara ospita altre meravigliose oasi, come Waw Alnamos, Ghabar Aon e i laghi di Jaghbob. Chi visita la Grande Jamahiria non avrà alcuna difficoltà nello spostarsi grazie alla grande rete stradale di cui dispone.

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Responses

  1. Beh..dopo aver letto tutto d’un fiato questo articolo, non mi retsa che chiederti: “Quando si parte?”

    Daniele, io e mioara ci mettiamo in lista per l’educational che mi dicevi, ciao 🙂


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